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163 - Il pancione del parcheggio camper


di Membro VIP di Annunci69.it stinf
30.08.2026    |    3.591    |    101 9.8
"_ “Me la asciugheresti con la lingua”? Si è ancora girato verso mio marito e poi deciso è entrato nel cesso e stava per chiudere la porta..."
CAPITOLO 163

Dopo le ultime bravate e con le inculate con Alberto, Beppe e Marco ho messo a riposo la patata e specialmente il culo, solo alcune scopate con mio marito che si dimostra sempre un amante perfetto, volevamo stare un paio di settimane tranquilli in montagna ma non troppo in alto con il camper, mio marito ha trovato un posto tranquillo dove potevano parcheggiare solo 6 camper, siamo arrivati di martedì, c’era solo un camper con una coppia della nostra età, abbiamo parcheggiato, davanti a noi c’era un bel quadrato di erbetta e un paio di piante, ci siamo sistemati aprendo il tendalino e tirando fuori tavolo e sdraio. Nella settimana sono arrivati altri camper, una coppia di ragazzini molto giovani che vivevano pubblicando filmati ma non hanno specificato di che genere, lei era molto bella, poi una donna sui 35 anni che a suo dire viveva tutto l’anno da sola in camper e si spostava da un parcheggio all’altro facendo lavori saltuari come raccogliere la frutta.

Il sabato mattina la coppia sessantenne se ne è andata ed è arrivato un altro camper con un uomo anche lui sui 60 anni ed un cagnolino molto simpatico, lui era ben piantato con una grossa pancia, si è piazzato ed ha tirato fuori una sdraio e si è seduto girato dalla mia parte e ci siamo presentati, lui si chiamava Paolo, nel pomeriggio io prendevo il sole con un bichini molto succinto e leggevo il mio libro, lui inforcava occhiali a specchio e non si vedeva dove guardava, ma intuivo che guardasse me, se mi spostavo e non poteva più vedermi in mezzo alle gambe, lui si alzava e saliva sul suo camper e dopo un po’ scendeva e riposizionava la sdraio, è andato avanti così tutto il sabato e la domenica.

Il lunedì pomeriggio mi sono messa un gonnellino, ero senza mutandine e mi sono coricata sulla mia sdraio a leggere il solito libro, mentre mio marito è andato in un cascinale vicino a comprare delle verdure, il vicino sentendolo andare via con lo scooter è sceso dal camper e si è seduto sulla sdraio a una decina di metri da me, aveva una camicia con gli aloni di sudore sotto le ascelle, dei pantaloncini larghi e la pancia che gli trasbordava, indossava i soliti occhiali a specchio, io gli ho fatto un cenno di saluto e lui mi ha risposto, avevo i piedi su uno sgabellino ma tenevo le gambe chiuse, la voglia di divertirmi era tanta, mi sono allungata sulla sdraio e ho continuato a leggere, il vicino era sempre lì attento ad ogni mio movimento, mi sono mossa per sistemarmi meglio ed ho allargato leggermente le gambe solo per un attimo ma è bastato per attirare tutta la sua attenzione, mi stavo divertendo, sono stata ferma continuando a leggere il mio libro guardandolo di sottecchi poi ho nuovamente cambiato posizione questa volta più lentamente aprendo le gambe per poi richiuderle quasi subito.

Lui ha avuto una bella visione della mia figa completamente rasata e vedendomi impegnata nella lettura e non sospettando che io lo provocassi ogni tanto si passava la mano sul cazzo e si vedeva che era duro, faceva caldo e lui sudava come un maiale ogni tanto si asciugava il sudore con un fazzoletto, mi sono messa in modo che lui non vedesse i miei occhi ma in modo che io potessi vedere lui coprendomi con il libro, poi ho allargato leggermente le gambe, lui si è rigirato sulla sdraio, io le ho allargate di più, vedevo che si toccava il cazzo che non doveva essere niente male, sono stata in quella posizione per 10 minuti, poi ho chiuso il libro e mi sono alzata in piedi, anche se ha cercato di coprirsi con le mani si vedeva il cazzo duro e dove appoggiava la cappella c’era un alone di bagnato.
_ “Ciao Paolo fa caldo oggi”.
_ “Sì sto grondando di sudore” mi ha risposto lui asciugandosi la fronte.
Sono salita sul camper e mi sono messa il bikini, poi sono andata alla fontanella e con il piccolo tubo di gomma mi sono fatta una doccia rinfrescante, infine tutta bagnata sono tornata alla mia sdraio ma Paolo non c’era era salito sul suo camper immagino a farsi una sega.

Io ho preso il sole con le gambe un po’ larghe, il costume si era infilato tra le grandi labbra coprendo quasi per niente della mia patata, quando è tornato Bruno ho messo in frigo la frutta e la verdura e gli ho raccontato che avevo eccitato il vicino.
_ “Vuoi fare sesso con questo caldo?”.
_ “No, ma ho voglia”.
Quando siamo scesi la signora che viveva sola in camper ha fatto vedere a mio marito che la sua bicicletta aveva una gomma a terra e ha chiesto se Bruno poteva accompagnarla al supermercato che distava un paio di chilometri e lui gentile come sempre si è prestato, ma secondo me l’ha fatto anche per lasciarmi sala.

E non si è sbagliato, mi sono avvicinata a Paolo e gli ho chiesto se mi faceva vedere il suo camper dentro, lui mi ha subito invitata a salire, era tutto in ordine e dentro anche lui come noi aveva un ventilatore che girava, mi ha fatto vedere alcune cose che lui aveva modificato, lo spazio era poco e mentre mi muovevo mi sono strusciata contro la sua pancia raccogliendo il sudore con il mio corpo, lui aveva un odore pungente che arrivava dalle ascelle, era tutto meno che un bell’uomo, ma io devo avere dei gusti barbari e nonostante tutto ero eccitata, ci siamo ancora spostati e mi ha fatto vedere le modifiche che aveva fatto al tavolo, eravamo molto vicini, io mi sono chinata per guardare il tavolo appoggiando il culo sul suo inguine, ho sentito il cazzo duro, ma mi sono subito raddrizzata e poi siamo scesi anche perché mio marito e la vicina erano tornati.

Paolo si è nuovamente seduto sulla sdraio e io sono salita per preparare la cena.
_ “Cosa sei andata a fare sul suo camper”.
_ “Mi ha detto che aveva fatto delle modifiche al tavolo del camper e sai che io sono curiosa sono andata a vederle”.
_ “Se vuoi organizziamo”.
_ “Non scherzare quelli degli altri camper se ne accorgerebbero subito”.
Dopo cena siamo stati a prendere il fresco fino alle 23 e poi siamo saliti in camper, io ho fatto una doccia, e quando Bruno mi ha detto che la faceva anche lui glie l’ho impedito, mi sono tolta l’asciugamano che mi copriva ed ho abbassato i suoi pantaloncini, mi sono appiccicata a lui e l’ho baciato sulla bocca con un abbondante scambio di saliva, anche lui era sudaticcio, l’ho annusato sotto le ascelle ma non puzzavano c’era solo un po’ di odorino, la mia eccitazione è aumentata e non ho resistito, pensando di farlo al vecchio gli ho alzato le braccia e l’ho annusato per bene sotto le ascelle, quell’odorino mi inebriava, la mia lingua ha leccato i suoi peli prima da una parte e poi dall’altra, infine l’ho nuovamente baciato sulla bocca.

L’ho fatto sedere sulla panchetta e mi sono messa tra le sue gambe, lui si è allungato appoggiando i piedi sulla porta del piccolo guardaroba, sono partita dai suoi piedi infilando la lingua tra un dito e l’altro e con la mano ho cercato il suo cazzo, era già bello duro, dopo avergli leccato bene i piedi mi sono inginocchiata, lui ha spinto il culo fuori dal cuscino ed ha alzato bene le gambe, il suo inguine era a mia disposizione, l’ho annusato sia da una parte che dall’altra, l’odore di sudore era più forte, aveva proprio bisogno di una doccia. Dopo averlo annusato bene con la lingua gli ho fatto un bel bidet scendendo fino allo sfintere, li l’odore era più forte ma io l’ho leccato a lingua aperta facendolo sussultare dal piacere, sono poi risalita fino al cazzo, gli ho leccato per bene i testicoli, li ho mordicchiati e poi ho preso il cazzo in mano e l’ho scappellato.

Lì puzzava di piscio stantio, attorno alla cappella c’era roba bianca, ho annusato a lungo quel profumo poi mi sono strusciata la cappella tutta intorno alle labbra, specialmente sotto il naso, infine l’ho presa in bocca infilandomela in gola più che potevo e ho leccato tutto, la voglia di fare sesso era tremenda, avrei voluto che ci fosse anche il pancione per prenderne due, mi sono alzata ed ho preso dal piccolo armadio uno dei miei cazzi finti e l’ho posato sul tavolo, ho girato la schiena a mio marito e mi sono aperta le natiche, lui ha tenuto il cazzo con la mano ed io ho appoggiato lo sfintere sulla grossa cappella, ho avuto un attimo di esitazione, ho tirato un profondo respiro e poi mi sono impalata facendo entrare la cappella molto lentamente nel mio culo non lubrificato, ha stentato ad entrare e mi sono goduta ogni millimetro di quella penetrazione, mentre l’odore che avevo sulle labbra mi eccitava facendomi sentire una vacca.

Quando è stato tutto dentro di me mi sono coricata di schiena su di lui, ho aperto le gambe e mi sono infilata il cazzo finto in figa, ero molto bagnata e il cazzo è scivolato dentro facendomi sussultare dal piacere, l’ho mosso nella mia figa, prima lentamente e poi sempre più veloce ed ho raggiunto un orgasmo favoloso mentre mio marito mi pizzicava i capezzoli, ma le voglie erano ancora tante, mi sono alzata e sono andata a letto, mio marito mi ha raggiunta, mi ha tirata per le gambe sul bordo del letto, ha puntato la cappella tra le labbra della vagina e mi ha penetrata, quando la cappella ha incontrato il mio utero si è coricato sulla mia pancia e mi ha annusato le labbra.
_ “Che schifo, sei proprio una vacca, era da ieri che non mi lavavo la cappella per farmela pulire da te”.
_ “Grazie lo sai che a me eccita, adesso fammi sentire il cazzo”.
Si è coricato tutto sopra di me, poi si è mosso e mi ha scopata a lungo facendomi raggiungere due volte l’orgasmo, poi mentre eiaculava l’ho attirato verso di me incollando le mie labbra alle sue e facendogli annusare l’odore che avevo sotto il naso, lui mi ha baciata sulla bocca gustandosi anche lui i suoi odori, è stato un bel po’ dentro di me, sentivo lo sperma che colava tra le mie cosce, si è sfilato dalla mia figa e io gli ho ripulito il cazzo con la lingua, ho tenuto le cosce strette perché non uscisse lo sperma, mi sono poi coricata e mi sono addormentata subito.

Il giorno dopo ho fatto diventare matto Paolo, sono stata tutto il pomeriggio a leggere e a prendere il sole, avevo il gonnellino ma ero senza mutande, lui mi guardava e sudava ma non si osava farmi delle avances per la presenza di mio marito, poi alle 18 e 30 mi sono alzata per preparare la cena, lui si è alzato e si è rivolto a Bruno.
_ “Io a quest’ora vado in paese a prendere l’aperitivo, mi farebbe piacere la vostra compagnia”.
_ “Con piacere” gli ha subito risposto Bruno.
E ci siamo avviati verso il paese, io naturalmente ero sempre senza mutande, siamo andati nell’unico bar del paese, aveva i tavolini nel cortile sotto un pergolato, anche se non c’era nessuno ci siamo seduti un po’ in disparte io e mio marito uno di fronte all’altro e Paolo vicino a me, volevo provocarlo e gli ho subito toccato una gamba con il ginocchio, lui ha ordinato gli aperitivi e un tagliere di salumi e uno di formaggi.

Abbiamo chiacchierato a lungo e più che un aperitivo è stata una cena, lui ci ha detto che non era sposato e adesso che era in pensione viveva più che poteva in camper, poi si sono messi a parlare di camper, io ormai ero eccitata e volevo divertirmi, anche Paolo aveva i soliti pantaloncini corti, io ho allungato la mano e l’ho appoggiata sul suo ginocchio accarezzandoglielo e risalendo lentamente la sua gamba fin quasi all’inguine, mentre lui cercava di stare attento e seguire quello che gli diceva mio marito, ho spostato le dita e mi sono intrufolata nelle sue mutande trovando il cazzo bello duro, l’ho accarezzato un po’, poi lui ha ordinato tre grappe, quando il barista se ne è andato, mi sono alzata la gonna ed ho preso la sua mano e l’ho appoggiata sulla mia coscia allargando bene le gambe, Paolo era tutto sudato e non sapeva più come comportarsi, le sue dita hanno sfiorato le mie grandi labbra, ho chiuso gli occhi e mi sono spostata di più verso di lui, poi si sono intrufolate e sono arrivate al mio clitoride accarezzandomelo delicatamente mentre io rabbrividivo dal piacere.

_ “Fa veramente caldo stasera, stiamo sudando tutti” ha detto mio marito che si era accorto delle mie manovre.
_ “Forse la grappa è stata di troppo” ho risposto io.
Ci siamo fatti portare il conto che assolutamente ha voluto pagare lui, siamo usciti dal bar che erano quasi le 22,30 e ci siamo incamminati verso i camper, il paese era deserto, dopo un centinaio di metri c’era una piazzetta un po’ sopraelevata rispetto alla strada, è circondata da alberelli con i rami fino a terra, c’erano tre tavoli in pietra sotto gli alberi e poi una grande tettoia con un paio di tavoli di legno, siamo saliti sulla piazzetta e ci siamo seduti sotto la tettoia, tirava una bella arietta ma Paolo continuava a sudare, io mi sono seduta vicino a lui e gli ho subito aperto la patta dei pantaloni e accarezzato il cazzo duro, Bruno chiacchierava ma Paolo era in confusione e non riusciva a stare dietro ai discorsi di mio marito.

Da un lato, sempre sotto la tettoia, c’erano due porte e una erano i gabinetti.
_ “Devo andare a fare la pipì” ho detto io ad un tratto.
Mi sono alzata in piedi e sono andata nell’ampio bagno, era molto pulito, ho lasciato la porta mezza aperta, ho allargato le gambe e senza chinarmi troppo e l’ho fatta, Paolo mi guardava stralunato e io lo fissavo dritto negli occhi, lui continuava a sudare, la sua camicia sotto le ascelle aveva dei grossi aloni.
_ “Manca la carta igienica, Paolo hai mica un fazzoletto di carta”.
_ “Sì” ha risposto con voce tremolante.
_ “Me lo porti”.
Lui ha guardato Bruno, ma mio marito guardava il telefonino e faceva finta di niente, Paolo si è alzato e si è inciampato rischiando di cadere, si è incamminato verso di me e stando fuori dal bagno mi ha allungato dei fazzolettini di carta, io nel frattempo mi sono appoggiata con la schiena al muro, ho messo un piede sulla tazza e mi sono tirata su la gonna, lui mi fissava e grondava di sudore e non sapeva cosa fare.
_ “Me la asciugheresti con la lingua”?
Si è ancora girato verso mio marito e poi deciso è entrato nel cesso e stava per chiudere la porta.
_ “Lascia aperto fa caldo” gli ho detto.
Si è inginocchiato tra le mie gambe ed ha incollato la bocca sulla mia vagina ancora gocciolante di pipì, la sua lingua mi ha leccata a lungo, mi ero avanzata alcune gocce, mentre lui a bocca larga cercava di infilarmi la lingua in figa io le ho lasciate andare e lui mugolando dal piacere le ha bevute, poi l’ho preso per i capelli e gli ho sfegato la figa umidiccia di umori e della sua saliva su tutto il volto e poi l’ho guidato sul clitoride, l’ha risucchiato tra le labbra e me lo ha leccato, io stavo godendo tantissimo essere in un cesso e fare quelle porcate mi sballava e infine ho raggiunto l’orgasmo in modo rumoroso. Non gli ho dato il tempo di alzarsi, mi sono girata con il culo verso di lui, con le mani mi sono allargata le natiche dandogli lo sfintere da leccare, la sua lingua mi ha leccata bene cercando anche di penetrarmi, poi soddisfatta mi sono girata e sono uscita dal bagno.

_ “Torniamo ai camper” ho proposto.
Ci siamo avviati, Paolo aveva il cazzo duro che puntava in avanti, se avessimo incontrato qualcuno si vedeva proprio che era duro, prima di arrivare ai camper c’è un’area picnic, io avevo voglia ma non volevo andare a scopare in camper con i vicini che potevano accorgersene, ho adocchiato un tavolo lontano dalla strada e un po’ nascosto dietro a due alberi, mi sono avvicinata e seduta, ho fatto venire Bruno davanti a me e gli ho tirato fuori il cazzo, era anche lui bello duro, l’ho preso in bocca e l’ho succhiato per bene, poi l’ho fatto sedere sulla panchetta e girandogli la schiena mi sono seduta su di lui infilandomi il cazzo in figa, era talmente tanta le voglia che ero sul punto di avere un orgasmo, ho fatto venire Paolo davanti a me e gli ho tirato fuori il cazzo, la cappella era tutta bagnata e gli uscivano delle gocce di piacere, l’ho fatto avvicinare e l’ho preso in bocca, era un bel cazzo, nel frattempo mi muovevo sul cazzo di mio marito e quasi subito ho raggiunto l’orgasmo e mentre sussultavo dal piacere Paolo mi ha eiaculato in bocca una quantità di sperma incredibile che io ho bevuto anche se me ne è colata un po’ fuori, mi sono staccata dal cazzo e l’ho attirato verso di me e mi sono fatta baciare sulla bocca restituendogli un po’ del suo sperma.

Ero sempre seduta sul cazzo di mio marito ma le voglie non mi erano passate, mi sono alzata e ho fatto sistemare meglio Bruno, poi mi sono nuovamente seduta su di lui ma questa volta il cazzo me lo sono infilato in culo, mi sono sistemata bene un po’ di traverso appoggiando un piede sulla panchina, ho invitato Paolo a leccarmi la figa, ero bagnatissima, lui si è inginocchiato ed ha incollato la bocca sulla mia figa, sentivo la lingua partire dal cazzo di mio marito e arrivare al clitoride, era uno sballo, ogni tanto passava una macchina sulla strada poco distante e i fari ci rischiaravano per un attimo, lui indugiava molto con la lingua dove il cazzo di mio marito mi entrava in culo e io godevo tantissimo.
_ “Adesso scopami” ho detto dopo un po’ a Paolo.
Lui si è alzato in piedi e con un po’ di difficoltà, per via della pancia, mi ha alzato bene le gambe mi ha penetrata, eravamo tutti un po’ scomodi, ma Paolo si è messo a scoparmi come una furia, era tutto addosso a me e sentivo l’odore pungente di sudore, gli ho sbottonato la camicia e gli ho toccato i capezzoli, le mie mani erano bagnate del suo sudore, mi sono inarcata un po’ ed ho preso in bocca un suo capezzolo, l’ho leccato e mordicchiato mentre lui mi pompava e affondava con il cazzo nella mia figa, io con il cazzo di Bruno in culo ho avuto un multi orgasmo fantastico.
_ “Sto venendo” ha detto Paolo cercando di alzarsi.
Il suo cazzo è uscito dalla mia figa, ma l’equilibrio precario non gli ha acconsentito di allontanarsi da me, ho visto lo sperma schizzare e imbrattarmi il pube e la figa ancora aperta, sentivo lo sperma che colava sui testicoli di mio marito, e il sudore di Paolo mi gocciolava in faccia e sullo stomaco, poi con difficoltà Paolo si è tirato su scusandosi per avermi eiaculato sulla figa.
_ “Me la pulisci”?
Lui si è inginocchiato tra le mie gambe e ha leccato lo sperma che si era depositato sulla mia figa ripulendo anche i testicoli di mio marito, ero soddisfatta ma ancora molto eccitata.

Mi sono alzata ed ho fatto sedere Paolo sul tavolo, mi sono inginocchiata davanti a lui ed ho preso il cazzo in bocca, Bruno mi è venuto dietro e me lo ha messo nuovamente in culo, è stata una delizia sentire quel cazzo che entrava e usciva dal mio sfintere cedevole e lentamente prendeva possesso del mio intestino, a ogni affondo nel mio culo il cazzo di Paolo si induriva e mi andava in gola, il rischio di farlo lì all’aperto ha aumentato la mia eccitazione e quando ho sentito gli ultimi affondi nel mio culo ho raggiunto l’orgasmo e Bruno mi ha riempito l’intestino di sperma, avevo ancora voglia e visto che Paolo era un bel porco e aveva nuovamente il cazzo duro, l’ho fatto scendere dal tavolo, non gli ho detto niente ma con le mani mi sono allargata le natiche, mi sentivo lo sfintere dilatato e un po’ di sperma che mi colava, mi è venuto dietro tenendomi le natiche ben aperte mi ha leccato lo sfintere infilandomi anche un po’ di lingua dentro, il porco mi ha leccata a lungo facendomi molto piacere.
_ “Adesso mettimelo nel culo”.
Lui è entrato con prepotenza nel mio intestino e si è messo ad incularmi come un toro scatenato con degli affondi bestiali, l’inculata è stata interminabile anche perché aveva già eiaculato due volte e quando è arrivato al culmine mi ha distrutta e poi eiaculato quel po’ di sperma che gli era rimasta.

I giorni a seguire sono trascorsi tranquilli, Paolo è stato al suo posto sempre seduto sulla sua sdraio e io ho continuato a prendere il sole facendogli vedere ogni tanto la patata, ma i nostri rapporti sono rimasti di buon vicinato ma niente di più. Un giorno l’abbiamo visto tornare con un borsone di pomodori ‘cuore di bue’ e ce ne ha regati un paio, erano enormi e bellissimi.
_ “Sono andato dal contadino nel paese vicino che li vende a un euro il chilo” e ci ha spiegato dove.
Quando il giorno dopo li abbiamo mangiati ho proposto a Bruno di andarne a comprare una cassetta.
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